Cristalli curativi posizionati sull'addome per alleviare la gastrite nervosa
Pubblicato il Maggio 11, 2024

L’efficacia dei cristalli per la gastrite nervosa non risiede nella pietra stessa, ma nell’applicazione di un protocollo sintomatico preciso: la giusta pietra, nel posto giusto, con la tecnica giusta.

  • I cristalli non sono talismani magici, ma strumenti che agiscono per via topica, vibrazionale o cromatica su sintomi specifici.
  • Ogni disturbo (ansia, insonnia, dolore) richiede un cristallo e un metodo di applicazione differenti, proprio come in una farmacia.

Raccomandazione: Invece di accumulare pietre, identifica il tuo sintomo principale e applica un unico, specifico protocollo per valutarne l’effetto reale.

La gastrite nervosa, quel bruciore allo stomaco che si accende nei momenti di stress, è un segnale chiaro che corpo e mente sono strettamente connessi. Molti cercano sollievo in rimedi naturali e, tra questi, la cristalloterapia emerge spesso come una soluzione dolce. Tuttavia, l’approccio comune di “mettere una pietra sullo stomaco” è spesso troppo generico per essere efficace. Si sente parlare di quarzo rosa per calmare, di citrino per digerire, ma raramente viene spiegato il “come” e il “perché” un cristallo dovrebbe funzionare su un sintomo così fisico.

La verità è che la cristalloterapia, se vista con un occhio pratico e quasi “farmaceutico”, non si basa sulla fede cieca, ma su protocolli mirati. Non si tratta solo di scegliere una pietra, ma di capire la sua funzione specifica: un cristallo freddo per un’infiammazione, una pietra ferrosa per stimolare la circolazione, un cristallo verde per un’azione calmante sul sistema nervoso centrale. L’efficacia non è nella pietra, ma nel suo corretto impiego come strumento sintomatico.

Questo approccio trasforma il cristallo da un oggetto passivo a un vero e proprio attrezzo per il benessere. Se il problema è l’eccesso di energia che causa insonnia, usare una pietra stimolante come il Citrino è un errore di “prescrizione”. Se l’obiettivo è calmare un’ansia acuta, la scelta del colore e del posizionamento sul corpo diventano cruciali. Questo articolo non vi darà una lista generica di pietre, ma vi guiderà attraverso protocolli specifici per sintomi precisi, insegnandovi a usare i cristalli come un vero “farmacista delle pietre” farebbe: con precisione, cognizione di causa e un obiettivo chiaro.

In questa guida dettagliata, esploreremo una serie di applicazioni pratiche e mirate. Analizzeremo come e perché specifiche tecniche di cristalloterapia possono essere utilizzate per affrontare disturbi concreti, dall’infiammazione alla cattiva circolazione, fino alla gestione di stati emotivi acuti, fornendo un vero e proprio prontuario di benessere.

Perché massaggiare le tempie con un quarzo freddo riduce l’infiammazione dei capillari?

Quando un mal di testa da tensione si manifesta, la sensazione è quella di un’energia “infuocata” che sale al capo. In questo contesto, l’applicazione di un cristallo freddo agisce secondo un principio fisico diretto: la vasocostrizione. Il freddo induce un restringimento dei vasi sanguigni superficiali, inclusi i capillari delle tempie, contribuendo a ridurre l’infiammazione locale e la pressione che causa il dolore. È un’azione meccanica, simile a quella di un impacco freddo, ma potenziata dalla forma liscia e dalla conducibilità termica del cristallo.

Il Quarzo Ialino (o cristallo di rocca) è particolarmente indicato per questa applicazione. La sua struttura cristallina e la sua capacità di mantenere a lungo una bassa temperatura lo rendono uno strumento efficace. L’atto del massaggio circolare, inoltre, non solo distribuisce il freddo in modo uniforme ma aiuta anche a sciogliere la tensione muscolare accumulata nella zona temporale e mandibolare. Dal punto di vista energetico, l’azione è simbolica e potente, come spiega un’esperta del settore. Secondo Chiara della Bancarella Olistica nel suo manuale “Tecniche Avanzate in Cristalloterapia”:

Il freddo del cristallo non solo agisce fisicamente sui capillari, ma simbolicamente ‘cristallizza’ e rallenta il flusso di energia caotica che sale alla testa, placando così l’intero sistema nervoso.

– Chiara della Bancarella Olistica, La Bancarella Olistica – Tecniche Avanzate in Cristalloterapia

Per trasformare questa conoscenza in un vero e proprio rimedio pronto all’uso, è possibile seguire un protocollo di decompressione specifico. Questo metodo combina l’azione del freddo, del massaggio e dell’aromaterapia per un sollievo rapido ed efficace.

Il vostro piano d’azione: Protocollo di decompressione per le tempie

  1. Preparazione del cristallo: Raffreddare un quarzo burattato liscio nel frigorifero per almeno 15 minuti prima dell’applicazione per massimizzare l’effetto vasocostrittore.
  2. Applicazione aromaterapica: Applicare una singola goccia di olio essenziale di menta piperita (diluito in un olio vettore come mandorla o cocco) sulle tempie per un’immediata sensazione rinfrescante.
  3. Massaggio circolare: Massaggiare delicatamente le tempie con il quarzo freddo, eseguendo movimenti circolari lenti e costanti per 3-5 minuti su ciascun lato.
  4. Drenaggio linfatico: Per un’azione più profonda, alternare il quarzo con uno strumento gua sha freddo, eseguendo movimenti delicati dalle tempie verso l’attaccatura dei capelli per favorire il drenaggio.
  5. Visualizzazione guidata: Durante il massaggio, chiudere gli occhi e visualizzare l’energia “infuocata” del mal di testa che si calma, si “cristallizza” e si dissolve a contatto con la pietra fredda.

Come indossare bracciali magnetici o ferrosi per stimolare il flusso sanguigno nelle mani fredde?

Le mani cronicamente fredde sono spesso un sintomo di una circolazione periferica pigra. Dal punto di vista della cristalloterapia “sintomatica”, l’approccio non è magico ma si basa sulle proprietà fisiche e sulla composizione dei minerali. L’Ematite, un ossido di ferro, è la pietra d’elezione per questo disturbo. Il suo alto contenuto di ferro la collega simbolicamente e vibrazionalmente al sangue e all’energia vitale. Indossarla a contatto con i polsi, punti in cui le arterie sono più superficiali, è un modo per “dialogare” con il sistema circolatorio.

L’idea è che il campo energetico della pietra, unito a una leggera azione magnetica (presente in alcune varietà di ematite), possa stimolare il flusso sanguigno locale. Sebbene le prove scientifiche a sostegno della magnetoterapia siano dibattute, l’uso di bracciali in ematite si fonda su un principio di risonanza e intenzione. Indossare un bracciale di Ematite sul polso sinistro, considerato il lato “ricevente” e più vicino al cuore, è la pratica più comune per favorire la circolazione generale.

Per un’azione più bilanciata e completa, si può creare una sinergia minerale. Abbinare il bracciale di Ematite sul polso sinistro con un bracciale di Quarzo Rosa sul polso destro può portare a un equilibrio. Mentre l’Ematite lavora sul piano fisico e vitale, il Quarzo Rosa agisce sul sistema nervoso, calmando lo stress che spesso contribuisce a vasocostringere e a raffreddare le estremità. L’Ematite “spinge” il sangue, il Quarzo Rosa “rilassa” i vasi per accoglierlo meglio.

Bracciali di ematite e quarzo rosa posizionati sui polsi per stimolare la circolazione

Questa combinazione visiva e tattile serve anche come un costante promemoria per il corpo e la mente. Il peso e la freschezza dell’Ematite ricordano la necessità di radicamento e vitalità, mentre la delicatezza del Quarzo Rosa invita alla calma e alla cura di sé. La scelta di indossarli in questo modo trasforma un semplice accessorio in un vero e proprio strumento di riequilibrio quotidiano, focalizzato su un sintomo specifico come le mani fredde.

Vero o falso: la piramide di Shungite blocca davvero le radiazioni del Wi-Fi?

La Shungite è diventata estremamente popolare per la sua presunta capacità di schermare le radiazioni elettromagnetiche (EMF), come quelle emesse da router Wi-Fi e smartphone. L’affermazione è forte e merita un’analisi da “farmacista”: separare il dato di fatto dalla credenza. La Shungite contiene fullereni, una forma particolare di carbonio che ha dimostrate proprietà conduttive e antiossidanti in laboratorio. Questo fatto scientifico è il seme da cui è germogliata la credenza popolare.

Tuttavia, bloccare le onde radio richiede la creazione di una “gabbia di Faraday”, una schermatura metallica continua che circondi completamente la fonte o il ricevitore. Una piccola piramide di Shungite posizionata su una scrivania non può fisicamente creare una tale barriera. Non è in grado di “assorbire” o “neutralizzare” le onde che attraversano un’intera stanza. Da un punto di vista strettamente scientifico, l’affermazione che una piramide di Shungite blocchi le radiazioni del Wi-Fi è falsa.

La comunità scientifica mantiene una posizione scettica sull’efficacia terapeutica dei cristalli in generale, sottolineando la mancanza di prove riproducibili. Infatti, come evidenziato da una pubblicazione scientifica su Lancet Oncology, l’uso storico di gemme e cristalli non costituisce una prova sufficiente delle loro virtù terapeutiche secondo gli standard medici moderni. Allora perché così tante persone riportano una sensazione di benessere? La risposta risiede principalmente nell’effetto placebo e nella riduzione dello stress psicologico. Credere di essere protetti genera una reale diminuzione dell’ansia legata all’elettrosmog, con benefici tangibili sul sistema nervoso. La piramide diventa un punto focale per la mente, un simbolo di protezione che induce calma.

Il seguente quadro riassume le differenze tra la percezione popolare e la realtà scientifica, offrendo una visione chiara e bilanciata del fenomeno Shungite.

Confronto tra credenze e realtà scientifica sulla Shungite
Credenza popolare Realtà scientifica Effetto osservato
La Shungite blocca le onde elettromagnetiche Non crea una gabbia di Faraday efficace Possibile effetto placebo se la persona ci crede
Neutralizza le radiazioni WiFi Nessuna evidenza scientifica di schermatura Può dare sensazione di protezione psicologica
Armonizza l’energia dell’ambiente Le vibrazioni atomiche non influenzano il corpo umano Beneficio legato alla meditazione e al rilassamento

L’errore di tenere il Quarzo Citrino sul comodino che vi provoca insonnia ed eccitazione

L’insonnia o il sonno agitato sono disturbi comuni, e molti si rivolgono ai cristalli per trovare pace. Tuttavia, una delle “prescrizioni” errate più frequenti è l’uso di pietre stimolanti nella camera da letto. Il Quarzo Citrino è l’esempio perfetto di questo errore. Associato al terzo chakra (plesso solare), il Citrino è una pietra di energia, vitalità, successo e ottimismo. La sua vibrazione è solare, dinamica e attivante. Tenerlo sul comodino è come dormire accanto a una tazzina di caffè energetico: invece di calmare il sistema nervoso, lo stimola.

L’errore nasce da una cattiva interpretazione della sua funzione. Sebbene il Citrino aiuti a “digerire” le emozioni e a portare chiarezza, lo fa in modo attivo. Di notte, il corpo e la mente hanno bisogno di rallentare, di entrare in uno stato di riposo e rigenerazione. L’energia del Citrino può invece alimentare un’iperattività dei pensieri, causare sogni vividi e frenetici o addirittura una sensazione di eccitazione che impedisce di prendere sonno. È una pietra da giorno, da usare per affrontare le sfide, non per lasciarle andare.

Come sottolinea la cristalloterapeuta Elisa Pasquini, il contesto è tutto. In un suo approfondimento, spiega:

Il quarzo citrino è meno adatto quando c’è bisogno di ‘calmare’ manipura, quando lavora troppo. In questo caso pietre come il topazio giallo possono essere più adatte.

– Elisa Pasquini, Cristalloterapeuta professionista

Questa logica si applica anche ad altre pietre energizzanti. Per un sonno riposante, la “farmacia cristallina” dovrebbe invece orientarsi verso minerali con proprietà sedative e calmanti. Esistono alternative specifiche che lavorano per assorbire l’eccesso di energia mentale e favorire il rilassamento.

Ecco una lista pratica di cristalli da evitare nella zona notte e le loro alternative consigliate per chi soffre d’ansia o insonnia:

  • Citrino: Evitare. Stimola il plesso solare e il metabolismo; è l’equivalente energetico di un caffè.
  • Corniola: Evitare. Troppo energizzante, stimola il secondo e terzo chakra, legati alla vitalità e all’azione.
  • Pirite: Evitare. È uno stimolante mentale che può innescare un loop di pensieri e preoccupazioni.
  • Occhio di Tigre: Evitare. Infondendo coraggio ed energia, è più adatto per il giorno che per la notte.
  • Alternative consigliate: Lepidolite (contiene litio naturale, un calmante), Howlite (assorbe l’iperattività mentale e la rabbia) e Quarzo Fumé (aiuta a trasmutare e radicare le energie negative accumulate durante il giorno).

Quando usare il verde sul petto per calmare l’ansia post-traumatica acuta?

L’ansia acuta, specialmente quella che segue un evento traumatico o uno shock emotivo, si manifesta spesso con una sensazione di oppressione al petto, respiro corto e tachicardia. In termini energetici, è un’iperattivazione del chakra del cuore (Anahata), che va in “sovraccarico”. In questi momenti, l’approccio “farmaceutico” della cristalloterapia suggerisce di intervenire con un’azione calmante mirata, utilizzando il colore e la vibrazione dei cristalli verdi.

Il colore verde è universalmente associato alla calma, alla natura e all’equilibrio. In cromoterapia, è noto per avere un effetto sedativo sul sistema nervoso. Posizionare un cristallo verde direttamente sullo sterno, al centro del petto, agisce su più livelli. Fisicamente, il peso e la freschezza della pietra portano la consapevolezza sul corpo, aiutando a rallentare il respiro. Energeticamente, la vibrazione dei cristalli verdi come l’Aventurina o la Malachite è considerata armonizzante per il chakra del cuore.

L’Aventurina è la “valeriana” dei cristalli: calma, rassicura e porta ottimismo. È ideale per l’ansia generalizzata. La Malachite, più intensa, aiuta a processare e a far emergere emozioni bloccate che possono essere la causa dell’ansia; va usata con maggiore consapevolezza. Il Quarzo Rosa, sebbene di colore rosa, lavora in perfetta sinergia con i verdi, aggiungendo una componente di auto-compassione e amore, fondamentale dopo un trauma.

Aventurina verde e quarzo rosa posizionati sul petto per calmare l'ansia

L’uso di un cristallo verde diventa un protocollo S.O.S. durante un attacco d’ansia acuto. Si consiglia di sdraiarsi, posizionare la pietra scelta sul petto e concentrarsi sulla respirazione profonda per 10-15 minuti. L’obiettivo è visualizzare il colore verde che si espande dal cristallo a tutto il torace, sciogliendo la morsa dell’ansia. Questa pratica non sostituisce il supporto medico o psicologico, ma agisce come un potente strumento di primo soccorso emotivo per riprendere il controllo del proprio stato interiore.

Quando mangiare alimenti rossi o arancioni per ricaricare le batterie vitali in inverno?

Durante l’inverno, è comune sentirsi scarichi e privi di energia. La cristalloterapia, nel suo approccio olistico, suggerisce di non limitarsi all’uso esterno delle pietre, ma di integrare la loro energia attraverso l’alimentazione, seguendo il principio dei colori. Gli alimenti di colore rosso e arancione (come zucca, carote, arance, peperoni rossi) sono associati ai primi due chakra: il primo (radice), legato alla vitalità fisica, e il secondo (sacrale), centro della creatività e dell’energia vitale.

Consumare questi cibi, soprattutto nella parte centrale della giornata, è un modo per “ingerire” simbolicamente l’energia del sole e della terra, ricaricando le proprie batterie. Il momento migliore per farlo è il pranzo, quando il nostro “fuoco digestivo” (Agni, nella tradizione ayurvedica) è al suo massimo. Mangiare cibi arancioni a pranzo sostiene l’energia necessaria per affrontare il resto della giornata. Al contrario, andrebbero evitati a cena, per non alimentare un eccesso di energia “infuocata” che potrebbe disturbare il sonno.

Per amplificare questo effetto, si può abbinare al pasto l’uso di cristalli dello stesso colore. Meditare per 10 minuti dopo pranzo con una Corniola o un Diaspro Giallo posizionati sull’addome (zona del secondo e terzo chakra) aiuta a “sigillare” e distribuire l’energia assorbita con il cibo. La corniola, in particolare, è una pietra che secondo gli esperti di cristalloterapia applicata ai chakra dona vitalità, allegria e aumenta la creatività, lavorando in stretta sinergia con il plesso solare che gestisce la digestione e l’emotività.

Creare un rituale completo permette di massimizzare i benefici. Ecco un protocollo pratico per integrare cibo e cristalli:

  1. Pasto energetico: Consumare cibi di colore arancione o rosso (zucca, carote, patate dolci) preferibilmente a pranzo per sostenere l’energia del giorno.
  2. Meditazione post-pranzo: Subito dopo il pasto, sedersi o sdraiarsi per 10 minuti posizionando una Corniola o un Diaspro Giallo sull’addome, sotto l’ombelico.
  3. Acqua energizzata: Preparare un’acqua energizzata lasciando una Corniola in una brocca d’acqua (con metodo indiretto, senza contatto diretto) per almeno 30 minuti prima del pasto e berla durante.
  4. Timing corretto: Evitare di consumare grandi quantità di cibi rossi/arancioni a cena per non sovrastimolare il sistema digestivo e l’energia vitale prima di dormire.
  5. Visualizzazione cromatica: Durante la meditazione, visualizzare un’intensa luce arancione che si espande dal cristallo e ricarica tutta la zona addominale, come una batteria interna.

Perché vi sentite esausti durante la Luna Piena anche se avete dormito 8 ore?

La sensazione di spossatezza e nervosismo durante la Luna Piena è un’esperienza comune, spesso liquidata come suggestione. Tuttavia, dal punto di vista energetico, ha una spiegazione precisa. La Luna Piena agisce come un amplificatore cosmico: intensifica tutto, nel bene e nel male. Se durante il giorno avete accumulato stress, ansia o tensioni, la Luna Piena li porterà a un livello di picco durante la notte, anche mentre dormite. Il risultato è un sonno agitato, non ristoratore, che lascia esausti al mattino, nonostante le ore passate a letto.

Il corpo, durante la notte, ha lavorato incessantemente per gestire questo surplus di energia caotica, invece di dedicarsi ai normali processi di rigenerazione. È come aver corso una maratona nel sonno. In questo scenario, la “prescrizione” cristallina non è cercare pietre per dormire meglio, ma utilizzare pietre di scarico e radicamento per gestire l’eccesso di energia prima di andare a letto. L’obiettivo è creare una sorta di “messa a terra” per l’impianto elettrico del corpo, evitando che vada in cortocircuito.

Le pietre più adatte a questo scopo sono quelle nere o molto scure, associate al primo chakra (radice). La Tormalina Nera è la più indicata: è nota per la sua capacità di assorbire e trasmutare le energie dense e negative. L’Ossidiana Nera ha una funzione simile, ma più incisiva, aiutando a portare a galla e a recidere i legami con le fonti di stress. Un’altra opzione eccellente è il Quarzo Fumé, che radica e protegge in modo più dolce. D’altra parte, la Selenite, spesso associata alla luna, va usata con cautela in questa fase: essendo anch’essa un amplificatore di energia, potrebbe peggiorare la situazione se non abbinata a una pietra di radicamento.

Un semplice rituale serale durante le notti di Luna Piena può fare la differenza. Tenere in mano o posizionare una Tormalina Nera tra i piedi per 10-15 minuti prima di dormire, visualizzando tutte le tensioni della giornata che vengono assorbite dalla pietra e scaricate a terra. Questo piccolo “protocollo di scarico” permette al sistema nervoso di calmarsi e di entrare nel sonno in uno stato di maggiore equilibrio, neutralizzando l’effetto amplificante della luna. Come afferma l’A.I.O.C. Italia, la cristalloterapia può infatti supportare la guarigione fisica aiutando a ridurre l’infiammazione, alleviare il dolore e migliorare la qualità del sonno, quando usata con cognizione di causa.

Da ricordare

  • L’efficacia dei cristalli dipende dal protocollo: il sintomo guida la scelta della pietra e del metodo di applicazione.
  • Non tutte le pietre sono adatte a ogni momento: le pietre stimolanti (es. Citrino) vanno evitate di notte, mentre quelle calmanti (es. Lepidolite) sono ideali.
  • La sinergia è fondamentale: combinare pietre (es. Ematite e Quarzo Rosa) o pratiche (es. cibo e cristalli) amplifica i risultati.

Come usare il Quarzo Rosa per guarire la ferita dell’abbandono dopo una rottura?

Una rottura sentimentale lascia spesso una profonda “ferita dell’abbandono”, un dolore che si localizza fisicamente nel petto (chakra del cuore) e nello stomaco (plesso solare). Il Quarzo Rosa è universalmente riconosciuto come il cristallo del cuore e dell’amore incondizionato, ma usarlo da solo potrebbe non essere sufficiente. Per un’azione di “pronto soccorso emotivo” efficace, è necessario un approccio a doppio chakra, che consoli il cuore e al contempo ripristini il potere personale eroso dall’esperienza.

Il protocollo più efficace combina il Quarzo Rosa con una pietra per il plesso solare, come il Citrino o l’Ambra. Mentre il Quarzo Rosa, posizionato sul petto, avvolge il cuore con un’energia dolce e consolatoria, aiutando ad accettare il dolore senza giudizio, il Citrino, posizionato sull’addome, lavora per “digerire” l’evento traumatico. Aiuta a ricostruire l’autostima e a riprendere il proprio centro, sciogliendo la paura e la sensazione di impotenza che si annidano nello stomaco.

Per affrontare il complesso stato emotivo post-rottura, è utile creare un vero e proprio “kit di pronto soccorso” che includa anche pietre per calmare l’ansia e per tagliare i legami energetici negativi con il passato.

Questo quadro offre una guida pratica per assemblare un kit di cristalli mirato a sostenere le diverse fasi della guarigione emotiva dopo una separazione.

Kit di pronto soccorso emotivo post-rottura con cristalli
Cristallo Chakra Funzione emotiva Modalità d’uso
Quarzo Rosa 4° Chakra del cuore Consolazione dolore emotivo, auto-amore Sul petto durante meditazione
Citrino/Ambra 3° Chakra plesso solare Ripristino autostima e potere personale Sull’addome, ‘digerire’ l’evento
Lepidolite 6° e 7° Chakra Calmare ansia, favorire sonno Sotto il cuscino o sul comodino
Ossidiana 1° Chakra radice Tagliare legami energetici negativi Tra i piedi durante pulizia energetica

Un rituale quotidiano di 15-20 minuti, sdraiati con il Quarzo Rosa sul cuore e il Citrino sullo stomaco, può accelerare il processo. Inspirando, si visualizza l’energia rosa che riempie il cuore di amore per sé stessi. Espirando, si immagina che il Citrino sciolga e dissolva la morsa di dolore e paura nell’addome. Questo “protocollo a doppio chakra” trasforma le pietre in alleati attivi, non semplici oggetti, guidando la persona a diventare protagonista della propria guarigione.

Per rendere questa pratica un vero strumento di guarigione, è fondamentale comprenderne ogni passaggio. Rileggere il protocollo di applicazione del Quarzo Rosa e del Citrino è un passo cruciale per ricostruire il proprio benessere emotivo.

Domande frequenti sull’uso dei cristalli per ansia e stress

Quali cristalli verdi sono più efficaci per l’ansia acuta?

L’aventurina è eccellente per l’ansia generale e per portare calma. La malachite è più potente per processare emozioni bloccate che causano l’ansia, ma va usata con consapevolezza perché può far emergere sentimenti intensi. Il quarzo rosa, pur non essendo verde, è un ottimo complemento per promuovere l’auto-compassione durante un attacco d’ansia.

Per quanto tempo tenere i cristalli sul petto?

Durante un episodio di ansia acuta, si consiglia di tenerli per 10-15 minuti, concentrandosi sulla respirazione profonda. Come pratica preventiva, ad esempio la sera prima di dormire per calmare il sistema nervoso, possono essere tenuti per 20-30 minuti.

Si possono combinare cristalli verdi e neri?

Sì, è una combinazione altamente consigliata. Posizionare un cristallo verde (come l’aventurina) sul petto per calmare il chakra del cuore e, contemporaneamente, un cristallo nero (come la tormalina o l’ossidiana) tra i piedi o alla base della colonna vertebrale. Questa sinergia permette di calmare l’energia in alto e di scaricare a terra l’eccesso di tensione e negatività.

Scritto da Sofia Moretti, Cristalloterapeuta certificata e insegnante di Yoga Kundalini. Esperta in bioenergetica, chakra e nell'uso terapeutico delle pietre per il riequilibrio fisico ed emotivo.