
Quando lo stress lavorativo offusca il giudizio, il pendolo smette di essere un oracolo e diventa un amplificatore di precisione della vostra intuizione più profonda.
- Il problema non è lo strumento, ma la mancanza di un protocollo rigoroso di calibrazione e validazione.
- La sintassi della domanda e il materiale del pendolo sono variabili tecniche decisive, non dettagli mistici.
Raccomandazione: Smettete di “chiedere” risposte e iniziate a “calibrare” il vostro sistema interiore per ottenere dati affidabili, anche e soprattutto sotto pressione.
Affrontare una decisione lavorativa cruciale con una scadenza imminente è una delle fonti di stress più intense. La mente si affolla di scenari, paure e “se”, mentre quella voce interiore, l’intuito, diventa un sussurro indistinguibile nel rumore di fondo. In questi momenti, molti si rivolgono a strumenti esterni come il pendolo, sperando in un rapido e salvifico “sì” o “no”. Tuttavia, spesso l’esperienza è frustrante: il pendolo rimane immobile, oscilla in modo incerto o, peggio, fornisce risposte contraddittorie che aumentano solo la confusione.
L’approccio comune tratta il pendolo come una sfera di cristallo, un oggetto magico da cui estrarre una verità esterna. Ma se la chiave non fosse nell’interrogare un oracolo, ma nel calibrare uno strumento di precisione? Il pendolo non è altro che un’antenna, un amplificatore dei segnali micro-muscolari inviati dal vostro sistema nervoso, che a sua volta è connesso al vostro subconscio. La sua affidabilità non dipende da poteri misteriosi, ma dal rigore del vostro protocollo operativo. Quando siete sotto stress, la vostra “antenna” è disturbata; il vostro compito non è sperare in un segnale chiaro, ma eseguire una procedura di calibrazione e messa a punto.
Questo articolo abbandona l’approccio mistico per fornirvi la metodologia di un istruttore di radiestesia. Imparerete a trasformare il pendolo da fonte di dubbi a un fidato strumento di diagnostica interiore. Analizzeremo come resettare la vostra connessione, scegliere lo strumento giusto per il tipo di domanda, formulare la sintassi corretta per non mandarlo in stallo e, soprattutto, come validare ogni singola risposta per essere certi che non sia solo un’eco del vostro stress.
Per affrontare questo percorso in modo strutturato, esploreremo le tecniche fondamentali che vi permetteranno di padroneggiare il pendolo come un vero e proprio strumento di misurazione. Dalla calibrazione iniziale alla scelta dello strumento più adatto, ogni passaggio è pensato per costruire una base solida e affidabile per le vostre future consultazioni.
Sommario: Guida alla calibrazione del pendolo per decisioni lavorative sotto stress
- Perché il vostro pendolo gira al contrario oggi e come resettare la convenzione mentale?
- Legno, metallo o cristallo: quale materiale conduce meglio per le domande sulla salute?
- Domande chiuse o aperte: quale sintassi garantisce che il pendolo non vada in stallo?
- L’errore etico di chiedere “mi ama?” col pendolo che viola la privacy energetica altrui
- Quando passare dal Sì/No ai quadranti a ventaglio per ottenere percentuali e date precise?
- Flessibilità o direzione: quale strumento di radiestesia è più facile per un principiante assoluto?
- Quando richiedere una seconda lettura: i casi in cui il primo responso è tecnicamente invalido
- Come usare la radiestesia per trovare le chiavi perse in casa in meno di 10 minuti?
Perché il vostro pendolo gira al contrario oggi e come resettare la convenzione mentale?
Uno dei fenomeni più spiazzanti per chi usa il pendolo è l’inversione improvvisa della “convenzione mentale”, ovvero il codice prestabilito (es. senso orario per “sì”, antiorario per “no”). Viene spontaneo pensare che lo strumento sia “rotto” o che le energie siano negative. In realtà, è un semplice segnale di de-calibrazione. Lo stress, la stanchezza o persino un cambiamento nella vostra polarità energetica durante la giornata possono alterare la risposta neuromuscolare. Considerare questa inversione non come un errore, ma come un dato diagnostico, è il primo passo per passare da un uso amatoriale a uno professionale. Indica semplicemente che il sistema “operatore-strumento” necessita di un reset.
Il reset non è un rituale mistico, ma una procedura tecnica. L’obiettivo è ristabilire una linea di comunicazione chiara e univoca con il proprio subconscio. La “convenzione mentale” non è una legge universale, ma un accordo personale che, come ogni accordo, può e deve essere periodicamente verificato e riconfermato. Ignorare questi segnali porta a letture inaffidabili, specialmente quando la posta in gioco è alta, come in una decisione lavorativa. Il pendolo non vi sta mentendo; vi sta dicendo che la connessione è disturbata e ha bisogno di manutenzione.
Studio di caso: L’inversione del pendolo come segnale evolutivo
Un radiestesista esperto ha documentato come il semplice cambio di polarità della mano (da destra a sinistra) durante la giornata influenzasse le risposte del suo pendolo. Ha scoperto che testando sistematicamente con entrambe le mani, la destra restituiva un movimento orario per il “sì”, mentre la sinistra produceva un movimento antiorario per la stessa risposta affermativa. Questo fenomeno, lungi dall’essere un errore, si è rivelato un’evoluzione della sua sensibilità radiestesica, evidenziando la necessità di adattare la convenzione mentale alla polarità energetica del momento, anziché forzare una risposta univoca.
Prima di ogni sessione importante, eseguite sempre un rapido protocollo di calibrazione ponendo domande di controllo la cui risposta è un fatto inconfutabile (es. “Il mio nome è [vostro nome]?”, “Oggi è [giorno della settimana]?”). Se la risposta è errata o invertita, non procedete. Eseguite un reset completo. Lavorare con un pendolo non calibrato è come usare una bussola vicino a un grande magnete: la direzione indicata sarà certamente sbagliata.
Padroneggiare la procedura di reset è la competenza fondamentale che distingue un operatore affidabile, capace di gestire lo strumento anche sotto stress, da chi si affida ciecamente a risposte casuali.
Legno, metallo o cristallo: quale materiale conduce meglio per le domande sulla salute?
La scelta del materiale del pendolo non è una questione estetica, ma una decisione tecnica simile alla scelta di un obiettivo specifico per una macchina fotografica. Ogni materiale possiede una diversa “conducibilità” e risonanza energetica, che lo rende più o meno adatto a indagare specifici campi di informazione. Quando le domande riguardano la salute o lo stato energetico del corpo, questa scelta diventa cruciale. Usare un materiale non adatto è come cercare di misurare la temperatura con un righello: lo strumento è inadeguato al compito.
Per le domande sulla salute, l’obiettivo è ottenere un segnale il più puro possibile, non contaminato né dall’energia dell’operatore né da quella dell’ambiente. I materiali si dividono in tre categorie principali: neutri, schermanti e amplificanti. Il legno, ad esempio, è considerato neutro e non interferisce con il campo aurico, rendendolo ideale per una diagnosi energetica generale. I metalli stabili come l’ottone hanno proprietà schermanti e sono eccellenti per investigare squilibri di natura emotiva, poiché aiutano a isolare il segnale dalle interferenze emotive dell’operatore. Infine, i cristalli, come il quarzo ialino, agiscono come amplificatori, rendendoli perfetti per testare la risonanza con sostanze esterne, come nel caso delle compatibilità alimentari.
L’immagine seguente mostra pendoli di materiali diversi, ciascuno con una sua specifica firma energetica e applicazione ideale.

Come si può notare, la forma e il materiale non sono casuali. Un pendolo a punta in quarzo è progettato per focalizzare l’energia, mentre uno sferico in legno è pensato per una lettura più ampia e generale. La scelta consapevole del materiale in base al tipo di domanda è un segno di competenza e aumenta drasticamente l’accuratezza delle risposte.
Per illustrare queste corrispondenze, il seguente schema offre una guida pratica. Come dimostra una recente analisi comparativa delle pratiche radiestesiche, l’associazione tra materiale e tipo di indagine è un principio consolidato.
| Tipo di domanda salute | Materiale ideale | Forma consigliata | Motivazione energetica |
|---|---|---|---|
| Diagnosi energetica generale | Legno (neutro) | Sferica | Non interferisce con il campo aurico |
| Squilibri emotivi/stress | Ottone (metallo stabile) | Conica | Scherma dalle interferenze emotive |
| Compatibilità alimentare | Quarzo ialino | A punta (egizio) | Amplifica la risonanza biologica |
| Stato dei chakra | Cristallo specifico | Pendolo Iside | Risonanza con i centri energetici |
Scegliere il pendolo giusto per una domanda sulla salute non garantisce la risposta corretta, ma assicura che lo strumento sia nelle migliori condizioni tecniche per captare il segnale giusto.
Domande chiuse o aperte: quale sintassi garantisce che il pendolo non vada in stallo?
Lo stallo del pendolo, ovvero la sua immobilità o un’oscillazione debole e caotica, è quasi sempre un problema di “software”, non di “hardware”. La causa non è nello strumento, ma nella sintassi della domanda. Il pendolo opera in un sistema binario (Sì/No, Positivo/Negativo) e non può processare domande aperte, ambigue, doppie o cariche di emotività. Chiedere “Dovrei accettare questo lavoro?” è una delle domande peggiori: contiene un giudizio (“dovrei”), un’ipotesi futura e un carico emotivo enorme. Il risultato è un sovraccarico informativo che manda in stallo il sistema neuromuscolare.
La soluzione risiede nell’adottare una sintassi rigorosamente neutra e binaria. L’arte non sta nel porre una grande domanda, ma nel frazionare una questione complessa in una serie di piccole domande binarie, fattuali e verificabili. Invece di “Dovrei accettare questo lavoro?”, un approccio metodico prevede una sequenza di domande come: “È nel mio massimo bene accettare l’offerta X?”, “L’ambiente di lavoro dell’azienda Y è allineato con la mia crescita?”, “Le responsabilità del ruolo Z sono compatibili con le mie attuali competenze?”. Ogni domanda isola una singola variabile, permettendo al sistema di fornire una risposta chiara.
Un’altra regola fondamentale è la neutralità. Termini come “dovrei”, “è giusto”, “sarò felice” vanno eliminati e sostituiti con formulazioni come “È benefico per me…”, “È in armonia con…”, “È nel mio massimo bene…”. Questo sposta l’indagine dal piano del desiderio e della paura a quello della risonanza energetica oggettiva. Una sintassi pulita è il fondamento di una radiestesia affidabile; senza di essa, anche il miglior operatore con il miglior pendolo otterrà solo rumore.
Vostro piano d’azione: La tecnica del frazionamento per decisioni complesse
- Identificare la decisione principale (es. ‘Accettare questa offerta di lavoro?’).
- Scomporre la decisione in 3-4 sotto-domande binarie, ognuna focalizzata su un singolo aspetto (economico, ambientale, crescita).
- Formulare ogni domanda in modo neutrale, sostituendo “Dovrei?” con la sintassi “È nel mio massimo bene in questo momento…?”.
- Testare la coerenza: dopo aver ottenuto una risposta, porre la domanda antitetica (es. “È dannoso per me…?”). La risposta dovrebbe essere l’opposto esatto.
- Se si ottiene uno stallo o una risposta incoerente (es. ‘sì’ a entrambe le domande), la sintassi è ancora ambigua e deve essere ulteriormente semplificata e riformulata.
La qualità della risposta è direttamente proporzionale alla qualità della domanda. Investire tempo nel formulare la domanda perfetta è più importante che interpretare una risposta ambigua.
L’errore etico di chiedere “mi ama?” col pendolo che viola la privacy energetica altrui
Una delle tentazioni più comuni per chi si avvicina al pendolo è quella di usarlo per indagare i sentimenti, i pensieri o le intenzioni di altre persone. Domande come “Tizio mi ama?”, “Caia mi tradisce?” o “Il mio capo mi promuoverà?” sono tecnicamente ed eticamente errate. Il principio fondamentale della radiestesia etica è che si ha il “permesso” di investigare unicamente il proprio campo energetico e le interazioni che esso ha con l’ambiente. Tentare di leggere il campo energetico di un’altra persona senza il suo consenso esplicito è una violazione della sua privacy energetica e del suo libero arbitrio.
Oltre all’aspetto etico, c’è un problema tecnico insormontabile: l’autosuggestione. Quando si pone una domanda su un’altra persona, specialmente se caricata emotivamente, è quasi impossibile rimanere neutrali. La risposta del pendolo non sarà un’informazione proveniente dall’altra persona, ma un’amplificazione del proprio desiderio, della propria paura o della propria speranza. Si sta semplicemente leggendo il proprio stato emotivo proiettato. Come sottolinea un’autorità nel campo della radiestesia medica, la neutralità è la condizione sine qua non per un’analisi precisa. A tal proposito, le parole del Dr. Albert Leprince nel suo testo “Radiestesia Medica” sono illuminanti, come riportato da un’analisi sulla medicina vibrazionale:
Il solo ostacolo che si frappone a precisi esami è l’autosuggestione. Il principiante soprattutto deve astrarsi dal suo strumento, sdoppiare in certo qual modo la sua personalità ed esaminare i movimenti del suo pendolo come se questo fosse tenuto da un’altra persona.
– Dr. Albert Leprince, Radiestesia Medica
La soluzione etica e tecnica consiste nel riformulare la domanda, riportandola all’interno del proprio campo di pertinenza. Invece di “Tizio mi ama?”, la domanda corretta è: “La mia relazione con Tizio è benefica per la mia crescita personale in questo momento?”. Invece di “Otterrò la promozione?”, si chiede: “Sviluppare le competenze X e Y è allineato con il mio percorso professionale ottimale?”. Questo approccio rispetta il libero arbitrio altrui e fornisce informazioni utili e attuabili per sé stessi. I punti seguenti possono servire come guida per una pratica etica:
- Non interrogare mai il campo energetico altrui senza un consenso esplicito e informato.
- Trasformare sempre le domande che riguardano gli altri in domande sul proprio benessere e percorso.
- Rispettare il mistero del libero arbitrio: non usare il pendolo per cercare di prevedere o controllare le scelte altrui.
- Utilizzare il pendolo primariamente come strumento di autoconoscenza e crescita personale.
- Nel dubbio etico, la regola è sempre astenersi dal porre la domanda.
Il pendolo è uno specchio del nostro mondo interiore, non una finestra su quello degli altri. Usarlo con saggezza significa prima di tutto rispettare questo confine.
Quando passare dal Sì/No ai quadranti a ventaglio per ottenere percentuali e date precise?
Il sistema binario Sì/No è il fondamento della radiestesia, ma ha dei limiti evidenti. Non può fornire sfumature, percentuali o indicazioni temporali. Il passaggio ai quadranti (o “biometri”) è l’evoluzione naturale per l’operatore che ha consolidato una solida pratica binaria e desidera ottenere informazioni più dettagliate. Tuttavia, passare ai quadranti troppo presto, senza aver prima raggiunto un’elevata affidabilità con il Sì/No, è una ricetta per il fallimento. Equivale a voler correre una maratona senza aver mai completato una corsa di 5 km. Il rischio è di ottenere risposte casuali, inquinate da un’insufficiente calibrazione di base.
Il momento giusto per la transizione non è definito da un tempo fisso, ma dal raggiungimento di un tasso di accuratezza verificabile. Un buon operatore dovrebbe testarsi regolarmente su domande binarie la cui risposta può essere confermata oggettivamente, puntando a un’accuratezza costante del 90-95%. Solo una volta raggiunto questo livello di padronanza, ha senso introdurre strumenti più complessi. Il passaggio dovrebbe essere graduale: iniziare con quadranti semplici a 3 o 4 opzioni (es. “Accetta”, “Rifiuta”, “Negozia”), per poi passare a quadranti percentuali (0-100%), scale di Bovis (per misurazioni energetiche) o calendari per identificare periodi di tempo.
L’uso di un quadrante, come quello stilizzato nell’immagine, richiede una neutralità mentale ancora maggiore, poiché le opzioni multiple aumentano il rischio di proiezione e autosuggestione.

La transizione dal sistema binario a quello analogico dei quadranti è un percorso che richiede pazienza e autodisciplina. Ogni nuovo quadrante introdotto necessita di una fase di test e calibrazione per assicurarsi che il sistema “operatore-strumento” lo interpreti correttamente.
Studio di caso: Dal Sì/No al quadrante d’urgenza personalizzato
Un radiestesista ha documentato il suo passaggio metodico dal pendolo binario ai quadranti. Per i primi 3 mesi ha utilizzato esclusivamente il sistema Sì/No, verificando ogni risposta possibile fino a raggiungere un’accuratezza stabile del 90%. Successivamente, ha introdotto un semplice quadrante personalizzato a 4 opzioni per le sue decisioni lavorative: “Accetta”, “Rifiuta”, “Negozia”, “Attendi”. Solo dopo altri 6 mesi di pratica consolidata, è passato a quadranti più complessi come quelli percentuali. Il suo “Test di Prontezza” per ogni nuova sessione consisteva nel porre 5 domande di calibrazione con risposta nota, che dovevano ottenere il 100% di risposte corrette prima di procedere con domande complesse sul quadrante.
I quadranti non forniscono risposte più “vere”, ma risposte più dettagliate. La loro accuratezza, tuttavia, dipenderà sempre e solo dalla solidità della vostra pratica di base con il sistema Sì/No.
Flessibilità o direzione: quale strumento di radiestesia è più facile per un principiante assoluto?
Per un principiante, la scelta dello strumento iniziale può fare la differenza tra l’abbandono frustrato e il successo incoraggiante. I due strumenti più comuni, il pendolo e le bacchette a L, non sono intercambiabili. Funzionano su principi simili ma richiedono un’attitudine mentale e un contesto d’uso differenti. Il pendolo è uno strumento di introspezione; è piccolo, richiede poco spazio e risponde a domande interne, emotive e di stato. La sua oscillazione è sottile e richiede una grande calma interiore e neutralità mentale per essere interpretata correttamente. È uno strumento potente, ma con una curva di apprendimento più ripida.
Le bacchette a L, al contrario, sono uno strumento di localizzazione. Il loro movimento è ampio, evidente e innegabile. Sono ideali per compiti esterni e direzionali: trovare oggetti, seguire vene d’acqua o linee energetiche. Richiedono più spazio per muoversi, ma il carico cognitivo sull’operatore è inferiore. Con le bacchette, il focus è sull’obiettivo esterno (“trova le chiavi”), non sullo stato interiore. Questo le rende spesso più facili e gratificanti per un principiante assoluto. Come riassume bene una fonte specializzata, c’è una chiara distinzione nel carico mentale richiesto. L’esperto de “Il Cielo di Nut” chiarisce, in un articolo sui pendoli tradizionali per la radiestesia, la differenza fondamentale:
Il pendolo richiede un maggior carico di neutralità mentale, mentre le bacchette permettono di concentrarsi sull’obiettivo esterno, risultando più semplici per compiti pratici e meno emotivi.
– Il Cielo di Nut, I pendoli tradizionali per la radiestesia
La scelta non è tanto tra uno strumento “migliore” e uno “peggiore”, ma tra quello più adatto alla propria predisposizione mentale e al tipo di compito. Chi ha una mente più analitica e orientata all’azione potrebbe trovare le bacchette più immediate, mentre chi ha una natura più intuitiva e introspettiva potrebbe preferire il pendolo. La seguente tabella, basata su un’analisi di guide per neofiti, riassume le differenze chiave.
| Caratteristica | Pendolo | Bacchette a L |
|---|---|---|
| Facilità iniziale | Media (richiede calma interiore) | Alta (movimento più evidente) |
| Tipo di ricerca ideale | Introspezione, stati emotivi | Localizzazione oggetti, acqua |
| Spazio necessario | Minimo (si può usare seduti) | Ampio (necessita movimento) |
| Carico cognitivo | Alto (neutralità mentale essenziale) | Basso (focus sull’obiettivo esterno) |
| Tempo di apprendimento | 2-3 mesi per padronanza base | 2-4 settimane per risultati base |
Studio di caso: Test pratico di 5 minuti per scoprire il proprio strumento
In un esperimento informale, un gruppo di 20 principianti assoluti ha testato entrambi gli strumenti per trovare un oggetto nascosto in una stanza. Il 65% del gruppo ha ottenuto risultati significativamente migliori con le bacchette a L (improvvisate con due grucce metalliche), localizzando l’oggetto in meno di 5 minuti. Il restante 35% ha avuto più successo con un pendolo improvvisato (una collana con un ciondolo pesante). L’osservazione più interessante è stata che i partecipanti che si descrivevano come più “analitici” eccellevano con le bacchette, mentre quelli che si definivano “intuitivi” preferivano il pendolo, suggerendo che la predisposizione personale è un fattore più determinante del tipo di strumento.
Il consiglio migliore per un principiante è sperimentare con entrambi. Spesso, lo strumento “sceglie” l’operatore, non viceversa.
Quando richiedere una seconda lettura: i casi in cui il primo responso è tecnicamente invalido
Uno degli errori più gravi in radiestesia è considerare ogni risposta del pendolo come un vangelo immutabile. Un operatore metodico sa che un responso è un dato grezzo, che deve superare una serie di controlli di validità prima di poter essere considerato affidabile. Esistono condizioni precise, fisiche, emotive ed energetiche, che rendono una lettura tecnicamente invalida fin dal principio. Ignorare questi “semafori rossi” è la via più rapida per prendere decisioni sbagliate basate su informazioni corrotte.
I segnali di invalidità possono essere suddivisi in tre categorie. I semafori rossi fisici includono stanchezza estrema, fame, sete o malattia. In questi stati, il sistema nervoso non è affidabile. I semafori rossi emotivi sono ancora più critici: rabbia, ansia acuta, euforia o un forte attaccamento al risultato della domanda inquinano inevitabilmente il segnale. Infine, ci sono i semafori rossi ambientali, come la presenza di forti campi elettromagnetici (vicinanza a router, cellulari) o un ambiente caotico e rumoroso. L’abitudine di porre domande preliminari di “permesso” (“Posso fare domande ora?”, “Sono in uno stato energetico adatto?”) è un eccellente protocollo di validazione. Infatti, i dati raccolti da professionisti del settore mostrano che il 70% degli stalli del pendolo si riduce semplicemente applicando questo filtro iniziale.
Oltre allo stato dell’operatore, anche la risposta stessa del pendolo può indicare invalidità. Un’oscillazione debole, lenta, esitante o che cambia direzione a metà non è una risposta “forse”, ma un segnale di “dati insufficienti” o “domanda mal posta”. In questi casi, la lettura va interrotta, la domanda riformulata e lo stato dell’operatore riverificato. Per le decisioni di grande importanza, è prassi comune applicare la Regola della Tripla Conferma: porre la stessa domanda in tre momenti diversi della giornata o a distanza di 24 ore. Se la risposta è costantemente identica, la sua affidabilità aumenta esponenzialmente. Una singola lettura, specialmente se eseguita sotto stress, non dovrebbe mai essere l’unica base per una decisione cruciale.
Una risposta non è la fine del processo, ma l’inizio della fase di validazione. Un radiestesista esperto si fida del suo protocollo, non di una singola oscillazione.
Da ricordare
- Calibrazione costante: la convenzione mentale non è fissa, va resettata e verificata prima di ogni sessione importante.
- La sintassi è tutto: una domanda complessa va frazionata in domande binarie, neutre e verificabili per evitare lo stallo.
- Etica e tecnica coincidono: non investigare mai il campo altrui, ma riformula la domanda per indagare il tuo benessere.
- Validazione obbligatoria: una risposta non è un fatto finché non supera i controlli sullo stato dell’operatore e sulla coerenza nel tempo.
Come usare la radiestesia per trovare le chiavi perse in casa in meno di 10 minuti?
Trovare un oggetto smarrito come le chiavi è l’esercizio perfetto per un principiante per testare e affinare le proprie abilità radiestesiche in modo pratico e verificabile. Questo compito ha un obiettivo chiaro, esterno e con un basso carico emotivo, condizioni ideali per ottenere risultati tangibili. L’approccio più efficace non si affida a un solo strumento, ma combina l’intuito, il pendolo (per la macro-localizzazione) e le bacchette a L (per la micro-localizzazione) in una strategia sequenziale.
Il primo passo non è afferrare subito lo strumento, ma usare la mente. Chiudendo gli occhi e visualizzando una mappa mentale della casa, si può chiedere all’intuizione di “illuminare” la stanza o l’area dove si trova l’oggetto. Solo dopo si passa al pendolo, ma non per una ricerca a vuoto. La tecnica più rapida consiste nell’usare una planimetria della casa come quadrante. Disegnando su un foglio una semplice mappa delle stanze e facendo oscillare il pendolo sopra ogni area, si può identificare la stanza corretta in pochi minuti. È fondamentale porre prima la domanda filtro: “Le mie chiavi sono ancora in casa?”. Se la risposta è no, la ricerca fisica è inutile.
Studio di caso: Localizzazione di oggetti con planimetria
Un radiestesista ha perfezionato una tecnica per trovare oggetti smarriti usando una mappa della casa come un “quadrante gigante”. Disegnando una planimetria su un foglio A4 e facendo oscillare il pendolo sopra ogni stanza, ha raggiunto un tasso di successo dell’85% nel localizzare oggetti in meno di 10 minuti. La chiave del successo era porre prima la domanda di controllo “L’oggetto è ancora in casa?”. In un caso documentato, ha trovato le chiavi dell’auto cadute dietro un mobile in soli 7 minuti, dopo che il pendolo aveva indicato chiaramente il salotto sulla planimetria.
Una volta identificata la stanza, si passa alla fase di localizzazione precisa con le bacchette a L, che sono più direzionali e intuitive per la ricerca fisica. Tenendole in mano e muovendosi lentamente nella stanza, le bacchette si incroceranno nel punto esatto in cui si trova l’oggetto. L’intero processo, se eseguito metodicamente, può essere completato in meno di dieci minuti:
- Minuto 1-2: Visualizzazione mentale della casa per un primo input intuitivo sulla stanza.
- Minuto 3-5: Uso del pendolo su una planimetria disegnata per confermare e identificare la macro-area (la stanza).
- Minuto 6-8: Ingresso nella stanza e uso delle bacchette a L per la localizzazione precisa, muovendosi lentamente.
- Minuto 9-10: Se il pendolo indica un’area ma l’oggetto non c’è, è importante porre la domanda: “Dove si trova ORA?”. L’impronta energetica di un oggetto può persistere dove si trovava di recente, creando un falso positivo.
Iniziare con esercizi pratici e verificabili come questo è il modo migliore per costruire la fiducia nel proprio protocollo e trasformare la radiestesia da un concetto astratto a una competenza concreta e utile nella vita di tutti i giorni.