Due mazzi di tarocchi tradizionali affiancati su superficie di legno antico
Pubblicato il Aprile 22, 2024

La scelta del primo mazzo di Tarocchi non è una questione di gusto, ma la selezione di un linguaggio simbolico: si sceglie una scuola di pensiero, non un set di figure.

  • I Tarocchi di Marsiglia offrono una grammatica visiva basata su numeri e geometrie, richiedendo un’intelligenza proiettiva per costruire il significato.
  • Il mazzo Rider-Waite-Smith presenta scene narrative complete, che guidano l’interpretazione attraverso un simbolismo più diretto e codificato.

Recommandation: Valutate se preferite un sistema che vi fornisce “parole” per creare le vostre frasi (Marsiglia) o “frasi” già formate da interpretare e contestualizzare (Rider-Waite).

L’ingresso nel mondo dei Tarocchi può essere un’esperienza travolgente. Migliaia di mazzi, stili artistici e tradizioni si contendono l’attenzione del neofita, spesso lasciandolo con un’unica, paralizzante domanda: da dove cominciare? Il consiglio più comune, “scegli quello che ti chiama”, sebbene ben intenzionato, è spesso insufficiente per chi desidera intraprendere uno studio serio. L’acquisto del primo mazzo non è un semplice atto estetico, ma una decisione fondamentale che modellerà il vostro intero percorso di apprendimento. Si tratta di scegliere non solo delle immagini, ma un vero e proprio sistema di pensiero, una grammatica visiva con cui dialogare con la storia e con il proprio inconscio.

La scelta si riduce spesso a due grandi pilastri storici: i Tarocchi di Marsiglia, con la loro iconografia austera e numerologica, e il mazzo Rider-Waite-Smith, celebre per le sue scene illustrative e ricche di dettagli. Considerarli semplicemente come “facile” contro “difficile” è una semplificazione che tradisce la loro profonda natura. Questo articolo non vi dirà quale mazzo è “migliore”, ma vi fornirà le chiavi di lettura storico-artistiche e simboliche per compiere una scelta consapevole. Analizzeremo il linguaggio iconografico di ciascun sistema, l’importanza di una riproduzione filologicamente corretta e le pratiche per entrare in sintonia con il vostro nuovo strumento, trasformandolo da un semplice oggetto a un portale di conoscenza.

In questo percorso, esploreremo le radici simboliche che si celano dietro i colori, le tecniche per maneggiare con cura questi oggetti da collezione e il modo in cui i diversi stili visivi attivano parti differenti del nostro intelletto. L’obiettivo è trasformare l’acquisto da un’incognita a un primo, consapevole passo nel vostro personale studio dei Tarocchi.

Perché il blu e il rosso nei Tarocchi di Marsiglia non sono usati a caso dagli antichi maestri?

I colori nei Tarocchi di Marsiglia non sono un vezzo decorativo, ma un codice preciso, un vero e proprio linguaggio ereditato dai maestri cartai del XVIII secolo. Lungi dall’essere casuale, la palette cromatica limitata (principalmente blu, rosso, giallo e color carne) risponde a una visione filosofica del mondo. Questa scelta non mira a un realismo naturalistico, ma a una rappresentazione simbolica delle forze che animano l’universo e l’essere umano. Comprendere questo codice è il primo passo per decifrare la grammatica visiva del mazzo.

Il punto di riferimento per questa tradizione è il mazzo inciso dal maestro marsigliese Nicolas Conver. Una ricerca storica conferma che il mazzo di Nicolas Conver del 1760 è universalmente riconosciuto come il modello standard da cui discendono quasi tutte le versioni moderne dei Tarocchi di Marsiglia. L’analisi di questo archetipo rivela una coerenza cromatica che va oltre la semplice estetica, svelando un’intelaiatura di pensiero profondamente radicata nella sua epoca.

L’interpretazione più accreditata, da una prospettiva storica e simbolica, lega questa bicromia fondamentale ai principi della filosofia alchemica, che costituiva il quadro intellettuale di riferimento. Come sottolineato in molti forum specialistici, questa dualità non è casuale:

Il rosso (zolfo) e il blu (mercurio) ai principi alchemici, il quadro intellettuale dell’epoca in cui i mazzi furono creati

– Coach dei Tarocchi, Forum specializzato sui Tarocchi

Il rosso, attivo ed espansivo, rappresenta l’azione, l’energia maschile, il principio dello Zolfo. Il blu, passivo e ricettivo, simboleggia la riflessione, l’energia femminile, il principio del Mercurio. Leggere un Marsiglia significa, quindi, interpretare non solo la figura, ma anche l’equilibrio dinamico tra queste forze cromatiche, osservando dove l’azione prevale sulla ricettività e viceversa. Studiare questo mazzo implica l’apprendimento di un sistema che vede il mondo come un dialogo costante tra principi attivi e passivi.

Questa comprensione trasforma la carta da semplice immagine a mappa concettuale, un primo passo cruciale per chi sceglie di studiare questa specifica scuola di pensiero iconografica.

Come mescolare un mazzo tradizionale senza rovinare gli angoli delle carte da collezione?

Un mazzo di Tarocchi di qualità, soprattutto se una riproduzione filologica o un pezzo da collezione, è un oggetto da trattare con la stessa cura di un libro antico. Le tecniche di mescolamento aggressive, come il “riffle shuffle” (il miscuglio all’americana che piega le carte), sono il modo più rapido per rovinare gli angoli, sfilacciare i bordi e compromettere l’integrità strutturale del mazzo nel tempo. Per uno studioso o un collezionista, preservare il mazzo è tanto importante quanto imparare a leggerlo. L’adozione di metodi delicati è quindi un segno di rispetto verso lo strumento e la sua storia.

La tecnica più raccomandata per i mazzi tradizionali e da collezione è l’“overhand shuffle”. Consiste nel tenere il mazzo in una mano (solitamente la non dominante) e far scivolare piccoli pacchetti di carte dalla cima del mazzo nel palmo dell’altra mano, ripetendo il processo fino a sentirsi soddisfatti. Questo metodo non piega le carte e ne assicura una randomizzazione sufficiente. Un’alternativa è lo “spargimento” (wash/scramble), che consiste nello spargere le carte a faccia in giù su una superficie liscia e pulita (come un panno di velluto) e muoverle circolarmente prima di raccoglierle di nuovo.

Mani che mescolano delicatamente carte di tarocchi con tecnica overhand

Come si può osservare, la chiave è un tocco leggero e un controllo costante. La presa non deve essere troppo stretta e il movimento fluido. Questa pratica non è solo una tecnica di conservazione, ma diventa parte del rituale stesso della lettura. Il tempo dedicato a mescolare con cura è anche un momento per calmare la mente, concentrarsi sulla domanda e stabilire una connessione fisica ed energetica con le carte. È un gesto meditativo che prepara il terreno per l’intuizione.

Scegliere un metodo di mescolamento delicato non è una pignoleria, ma un’affermazione del valore che attribuiamo al nostro mazzo, riconoscendolo come un compagno di studio a lungo termine e un prezioso manufatto.

Immagini sceniche o numeriche: quale stile di mazzo accelera l’apprendimento per i visivi?

La differenza più radicale tra i Tarocchi di Marsiglia e il Rider-Waite-Smith risiede nel trattamento degli Arcani Minori. Questa non è una mera differenza stilistica, ma la rappresentazione di due “grammatiche visive” opposte, che attivano processi cognitivi diversi. Un apprendista visivo non troverà necessariamente un sistema più “facile” dell’altro, ma uno più in sintonia con il proprio modo di processare le informazioni. Il Marsiglia offre una struttura numerologica e geometrica, mentre il RWS fornisce una narrazione pittorica.

Come evidenziato in una recente analisi comparativa dei diversi approcci visivi, la scelta impatta profondamente il tipo di intelligenza richiesta al lettore.

Confronto tra approccio visivo Marsiglia vs Rider-Waite
Aspetto Tarocchi di Marsiglia Tarocchi Rider-Waite
Arcani Minori Geometria e numerologia pura Scene narrative complete
Tipo di intelligenza Pattern recognition Interpretazione simbolica
Approccio mentale Proiezione del mondo interiore Entrata in un mondo esistente
Stile interpretativo Costruzione intuitiva (autore) Traduzione di simboli (traduttore)

Lavorare con il Marsiglia significa sviluppare una forte capacità di “pattern recognition”. Di fronte a un Cinque di Coppe, non si ha una scena di perdita, ma una disposizione geometrica di cinque simboli. Il significato emerge dalla combinazione del numero 5 (tradizionalmente associato al conflitto, al cambiamento) e l’elemento Coppe (emozioni, relazioni). Il lettore “proietta” la propria intuizione sulla struttura astratta. L’autrice Barbara Malaisi, nel suo saggio, offre un’analogia illuminante:

Il TdM fornisce ‘parole’ per costruire frasi intuitive. Il RWS fornisce ‘frasi’ già formate da interpretare

– Barbara Malaisi, Un mazzo non vale l’altro

Il Rider-Waite, al contrario, presenta nel suo Cinque di Coppe una figura ammantata di nero che osserva tre coppe rovesciate, ignorandone due ancora piene dietro di sé. La scena è già una micro-storia. Il lavoro del lettore è quello di “tradurre” i simboli presenti (il mantello nero, il fiume, il ponte) e applicare questa narrazione alla domanda. Si entra in un mondo già costruito dall’artista, Pamela Colman Smith, e lo si interpreta.

La domanda da porsi non è “quale è più facile?”, ma “sono una persona che preferisce costruire significati da elementi astratti o interpretare storie già dipinte?”. La risposta guiderà infallibilmente verso il sistema più adatto alla propria mente.

L’errore di comprare riproduzioni economiche che perdono i dettagli simbolici essenziali

Nell’entusiasmo di acquistare il primo mazzo, è facile cadere nella trappola delle riproduzioni a basso costo. Tuttavia, per chi intende studiare seriamente, la qualità della stampa non è un lusso, ma una necessità. Un mazzo economico, spesso frutto di scansioni di scarsa qualità o di “restauri” digitali approssimativi, può compromettere lo studio in modi subdoli. Linee sfocate, colori alterati o dettagli mancanti non sono solo difetti estetici: sono perdite di informazione simbolica. Lo sguardo di un personaggio, la posizione esatta di una mano, un piccolo fiore sul sentiero; nei mazzi storici, nulla è casuale.

Un esempio lampante di questo principio è il meticoloso lavoro di restauro fatto su mazzi storici come il Conver. Non si tratta di “migliorare” il disegno, ma di riportarlo alla sua forma originale, epurandolo da secoli di errori di stampa e usura. Questo approccio è definito filologico, poiché tratta la carta come un testo da ripristinare nella sua purezza originaria.

Studio di caso: Il restauro filologico del mazzo Conver

Il restauro condotto da Alejandro Jodorowsky e Philippe Camoin, così come quello realizzato da Carlo Bozzelli per l’editore Dal Negro, sono esempi di eccellenza nel campo. Come documentato su portali specializzati come Storie di Tarocchi, entrambi i team hanno confrontato innumerevoli copie storiche del mazzo Conver per identificare e correggere gli errori accumulati, come linee interrotte o colori fuori registro. Il risultato sono mazzi di una chiarezza e precisione simbolica sorprendenti, che permettono uno studio molto più approfondito rispetto a una semplice ristampa di un originale degradato.

Un mazzo filologicamente accurato è uno strumento di studio superiore. Permette di fidarsi di ciò che si vede, sapendo che ogni linea e ogni colore sono lì per una ragione precisa. Investire in una buona riproduzione significa investire nella qualità del proprio apprendimento, assicurandosi di lavorare con un “testo” completo e non con una sua versione corrotta.

Piano d’azione: come valutare la qualità di una riproduzione

  1. Punti di contatto: Indagate sull’editore e sull’eventuale restauratore. Sono noti per il loro lavoro filologico (es. Lo Scarabeo, Jodorowsky/Camoin) o per produzioni di massa?
  2. Collecte: Esaminate il tratto. Le linee sono nitide e definite o appaiono sfocate, spesse e “impastate”, segno di una scansione di bassa qualità o di un ritocco digitale?
  3. Coerenza: Controllate i colori. Rispettano la palette storica limitata (rosso, blu, giallo, verde, color carne) o sono stati aggiunti gradienti, sfumature e colori moderni che alterano il codice simbolico?
  4. Mémorabilità/émotion: Confrontate una carta chiave (es. Il Matto, Il Bagatto) con un’immagine di riferimento di un mazzo storico (es. il Conver originale). I dettagli cruciali, come la direzione dello sguardo o piccoli elementi vegetali, sono presenti e corretti?
  5. Plan d’intégration: Valutate la qualità del cartoncino e della finitura. Un mazzo destinato allo studio deve resistere a un uso frequente senza rovinarsi immediatamente.

Ignorare questi aspetti significa rischiare di imparare su un alfabeto incompleto, costruendo la propria conoscenza su fondamenta incerte e perdendo per sempre la ricchezza del linguaggio originale.

Quando effettuare il rituale di purificazione per un mazzo appena acquistato o ereditato?

Una volta scelto e acquistato il mazzo, sorge una domanda comune: come e quando “attivarlo”? Il concetto di purificazione e consacrazione non è una mera superstizione, ma un atto psicologico potente che segna il passaggio del mazzo da oggetto inerte a strumento personale di introspezione. Il “quando” è importante quanto il “come”, poiché allinea il nostro rito interiore ai cicli naturali, amplificandone il significato. Le fasi lunari offrono una cornice simbolica perfetta per questi rituali.

Per un mazzo nuovo di zecca, il momento ideale per la consacrazione è la luna nuova. Questa fase, associata ai nuovi inizi, alla semina di intenzioni e alla nascita, è perfetta per infondere nel mazzo la nostra energia e stabilire un legame vergine. Il rito segna l’inizio di un dialogo, una dedica del mazzo al nostro percorso di crescita personale. È un momento in cui dichiariamo l’intenzione di usare questo strumento con rispetto e per scopi costruttivi.

Per un mazzo ereditato o di seconda mano, l’approccio dev’essere diverso. Questo mazzo porta con sé il “patrimonio energetico” del precedente proprietario. Qui, il rituale ha un duplice scopo: rilasciare le vecchie energie e introdurre le nostre. Il momento ideale per la purificazione è la luna calante, la fase associata al rilascio, alla pulizia e all’abbandono di ciò che non serve più. Questo atto non cancella la storia del mazzo, ma la “neutralizza”, creando uno spazio pulito per la nuova connessione. È consigliabile, prima del rito, un periodo di “corteggiamento”: tenere il mazzo con sé, dormirci accanto, osservarlo per un intero ciclo lunare per entrare in sintonia con la sua storia prima di trasformarla.

In definitiva, il rituale non è qualcosa che si “fa al mazzo”, ma un processo che si vive “con il mazzo”. Scegliere il momento giusto allinea la nostra psiche a un ritmo cosmico, conferendo al gesto un significato più profondo e radicato.

Come pulire energeticamente i vostri oggetti magici usando solo sale, fumo o acqua lunare?

La purificazione energetica è un rituale intimo che prepara un oggetto, come un mazzo di Tarocchi, a diventare un canale per la nostra intuizione. Non servono procedure complesse o ingredienti rari; i metodi più antichi e potenti si basano su elementi naturali e semplici. L’obiettivo è neutralizzare le energie residue e creare uno stato di quiete. Tre metodi tradizionali sono particolarmente efficaci e accessibili a tutti: la purificazione con il fumo (fumigazione), con il sale e con l’acqua lunare.

La fumigazione è forse la tecnica più conosciuta. Consiste nel passare ogni carta, o l’intero mazzo, attraverso il fumo prodotto da erbe secche o incensi. La salvia bianca è la più usata per le sue proprietà purificanti intense, ma anche il rosmarino, il cedro o l’incenso in grani (come la mirra o il franchincenso) sono eccellenti. Il fumo avvolge l’oggetto, dissolvendo simbolicamente le energie stagnanti. È un metodo veloce, potente e che coinvolge il senso dell’olfatto, rendendo il rituale più immersivo.

Carte di tarocchi circondate da fumo di incenso in atmosfera rituale

La purificazione con il sale si basa sulle note proprietà assorbenti e protettive di questo cristallo. Il metodo più sicuro per le carte (per evitare di danneggiarle) è quello indiretto. Si pone il mazzo avvolto in un panno naturale (cotone, seta) all’interno di una ciotola più grande riempita di sale grosso, assicurandosi che le carte non tocchino direttamente il sale. Si lascia “riposare” per una notte o più. Il sale assorbirà le pesantezze energetiche senza alcun contatto fisico. Questo metodo è particolarmente indicato per purificazioni profonde.

L’acqua lunare è un metodo più dolce e poetico. Si ottiene lasciando una ciotola d’acqua (preferibilmente di fonte o piovana) esposta alla luce della luna piena per un’intera notte. Quest’acqua, caricata simbolicamente dell’energia femminile e intuitiva della luna, può essere usata per purificare gli oggetti. Per le carte, si può inumidire leggermente un panno e passarlo delicatamente sulla scatola del mazzo, o semplicemente porre il mazzo accanto alla ciotola d’acqua lunare per una notte, lasciando che l’energia si trasferisca per prossimità.

La scelta del metodo dipende dall’intuizione personale e dalla situazione. L’importante è l’intenzione che si infonde nel gesto: un atto di cura, rispetto e preparazione che trasforma un mazzo di carte in uno specchio dell’anima.

Simbolo secco o scena complessa: quale linguaggio visivo risuona meglio col vostro inconscio?

La scelta tra un mazzo come il Marsiglia e uno come il Rider-Waite è, in ultima analisi, una domanda rivolta al nostro inconscio: quale linguaggio capisce meglio? Quale sistema di simboli è più efficace nell’aggirare la mente razionale per far emergere l’intuizione? Non esiste una risposta universale, ma una preferenza soggettiva che riflette la nostra struttura psicologica. L’enorme e crescente interesse per queste pratiche dimostra che questa domanda è tutt’altro che banale. Infatti, secondo l’Osservatorio Antiplagio, sono 12 milioni gli italiani che si rivolgono annualmente a cartomanti e astrologi, un segnale di una diffusa ricerca di senso al di fuori dei canali tradizionali.

Il simbolo secco e geometrico del Marsiglia agisce come un test di Rorschach. L’assenza di una scena narrativa costringe la mente a non “leggere” una storia, ma a “sentire” una reazione. Di fronte a un Quattro di Bastoni, la stabilità e la struttura del numero quattro si fondono con l’energia del seme di Bastoni. L’immagine è un’impalcatura, uno scheletro. L’inconscio è chiamato a “vestire” questo scheletro con le proprie immagini interiori, le proprie emozioni e i propri ricordi. È un processo attivo, creativo e profondamente personale, ideale per chi ha una mente che lavora per astrazioni e proiezioni.

La scena complessa e narrativa del Rider-Waite, invece, funziona come un sogno o una favola. L’immagine del Quattro di Bastoni mostra una scena di festa, una celebrazione sotto un pergolato fiorito. L’inconscio riconosce immediatamente un’atmosfera di gioia, comunità e successo raggiunto. Il lavoro intuitivo qui non è di costruzione, ma di associazione e contestualizzazione. “A cosa, nella mia vita, assomiglia questa festa? Qual è il successo che sto celebrando o che desidero celebrare?”. Questo approccio è ideale per chi ha una mente che pensa per immagini, storie e archetipi narrativi.

Questa riscoperta dei Tarocchi non è una fuga nell’irrazionale, ma un tentativo di recuperare un linguaggio simbolico per esplorare la nostra interiorità. Come magnificamente espresso nel volume dedicato ai Tarocchi della collana Taschen:

Indagare sui tarocchi equivale a indagare su noi stessi, ricordarci dell’universalità della nostra ricerca di senso, scopo e connessione con il divino

– Taschen, Library of Esoterica – Volume Tarot

Ascoltare la propria risonanza interiore di fronte a questi due sistemi è il modo più autentico per scegliere non solo un mazzo, ma il proprio, personalissimo, sentiero di conoscenza.

Da ricordare

  • La scelta tra Marsiglia e Rider-Waite è la scelta tra due “linguaggi simbolici”, non tra “facile” e “difficile”.
  • Il Marsiglia richiede un’intelligenza proiettiva, usando numeri e geometrie come “parole” per costruire un significato.
  • Il Rider-Waite usa scene narrative come “frasi” già formate, richiedendo un’intelligenza interpretativa per tradurre i simboli.
  • La qualità di una riproduzione è fondamentale: un mazzo filologicamente corretto è uno strumento di studio preciso.
  • La purificazione (con sale, fumo o acqua lunare) è un rito che stabilisce un legame personale con il mazzo, soprattutto se ereditato.

Cartomanzia per il lavoro: come capire se accettare una promozione che vi spaventa?

L’utilità dei Tarocchi non si limita alle grandi domande esistenziali, ma si estende magnificamente agli interrogativi pratici della vita quotidiana, come le decisioni professionali. Una promozione che intimorisce è un esempio perfetto di come i due sistemi, Marsiglia e Rider-Waite, possano offrire prospettive complementari ma differenti, mettendo in luce la loro diversa “grammatica visiva” in azione. Entrambi possono illuminare la situazione, ma lo fanno parlando linguaggi diversi.

Immaginiamo di chiedere: “Dovrei accettare questa promozione che mi spaventa?”. Con il Rider-Waite-Smith, potrebbero apparire carte estremamente evocative. Un Dieci di Bastoni mostrerebbe visivamente il peso schiacciante delle nuove responsabilità, mentre un Otto di Coppe potrebbe suggerire la necessità di abbandonare una situazione comoda ma non più appagante per cercare qualcosa di più significativo, anche se incerto. La lettura si basa sull’impatto emotivo e narrativo della scena: ci identifichiamo con la figura che porta il fardello o con quella che si incammina verso l’ignoto?

Con i Tarocchi di Marsiglia, l’analisi sarebbe più strutturale e astratta. La risposta potrebbe emergere dalla progressione numerica. Estrarre un Quattro e poi un Cinque di un seme indicherebbe il passaggio da una situazione di stabilità (il 4, il quadrato, la materia consolidata) a una di conflitto, crisi e cambiamento (il 5, il punto centrale che rompe l’equilibrio). L’analisi si concentrerebbe sulla natura di questa rottura: è un’evoluzione necessaria o una destabilizzazione rischiosa? Si guarderebbe anche all’equilibrio tra i semi: la promozione porta più Bastoni (lavoro, energia) o più Coppe (soddisfazione emotiva)? L’interpretazione è meno immediata, più analitica, basata su logica e numerologia.

Studio di caso: Approcci interpretativi a una scelta professionale

Come spiegato da alcuni esperti, la differenza è sostanziale. Nel RWS, il simbolismo della carta (es. il peso visivo dei bastoni) guida l’interpretazione verso il “cosa si prova”. Nel Marsiglia, la sequenza numerica e l’interazione tra i semi guidano verso il “come la struttura sta cambiando”. Il primo è un approccio psicologico-narrativo, il secondo è un approccio strutturale-energetico. Entrambi validi, rispondono a mentalità diverse.

Vedere i due sistemi all’opera su un caso concreto è il modo migliore per capirne la natura. È utile rivedere come questi diversi approcci analizzano una questione lavorativa.

Questa applicazione pratica dimostra che la scelta del mazzo influenza non solo come si impara, ma anche il tipo di risposte e di intuizioni che si riceveranno. Scegliere il proprio mazzo significa quindi scegliere anche il tipo di dialogo che si vuole avere con le carte e con sé stessi di fronte alle sfide della vita.

Domande frequenti su Marsigliesi o Rider-Waite: quale mazzo tradizionale scegliere per iniziare a studiare seriamente?

Quando purificare un mazzo nuovo?

Durante la luna nuova per simboleggiare un nuovo inizio e creare un legame personale attraverso la consacrazione.

Come trattare un mazzo ereditato?

Effettuare una purificazione durante la luna calante per rilasciare il passato, preceduta da un periodo di ‘corteggiamento’ di un ciclo lunare.

È necessario un rituale immediato?

No, è consigliabile vivere con il mazzo per almeno un ciclo lunare, dormendoci accanto o estraendo una carta al giorno prima del rito formale.

Scritto da Vittorio Sforza, Maestro Tarologo e storico del simbolismo medievale con 20 anni di pratica. Esperto nella lettura evolutiva dei Tarocchi di Marsiglia e Rider-Waite, autore di saggi sull'iconografia degli Arcani.